In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.
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Corridoi di Natale: essere buoni o essere cattivi?


UNA PROPOSTA PER USCIRE DA QUESTO IMBUTO
Se quello delle migrazioni è il fenomeno epocale dei nostri giorni, serve forse il coraggio di proporre un cambiamento epocale. 

Sarebbe troppo semplice e scontato criticare le foto di Minniti con i bambini africani e gli aerei militari alla vigilia di Natale. Si potrebbe farlo a partire dai numeri, 167 “salvati” su oltre 17mila respinti, o sui tempi, perché aver avviato i corridoi con oltre 4 mesi di ritardo, o sui costi, almeno 400milioni di Euro l’operazione Libia fin qui (ma la cifra è inesatta, perché in gran parte segretata). O si potrebbe criticarlo anche da destra: ora li fai venire in aereo, quanto costano sti corridoi mentre i nostri figli non hanno lavoro etc. etc.
Ma sarebbe davvero banale.
Credo sia più importante capire da dove nasca questo tentativo del centro-sinistra europeo, di cui Minniti e Gentiloni sono alti rappresentanti, di tenere insieme sicurezza, impegno militare e animo umanitario.

Forum Nazionale Per cambiare l'ordine delle cose - Roma 3 dicembre



Il Forum del 3 dicembre a Roma ha visto la partecipazione di centinaia di persone da tutta Italia. In molti abbiamo avuto la sensazione che possa essere l'inizio di qualcosa di davvero nuovo e importante, per avanzare proposte di cambiamento verso un sistema più giusto, equilibrato e sostenibile delle politiche migratorie.
Qui i link dove trovate le registrazioni video della giornata e il Manifesto letto alla fine del Forum.
Potete partecipare al Forum iscrivendovi alla Mailing List e anche proponendo iniziative o organizzando incontri nelle vostre città.

Qui sotto il testo con cui avevo introdotto l'idea del Forum.
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In questi ultimi mesi molti nodi politici legati al tema immigrazione  sono venuti al pettine. Il Governo italiano ha accelerato, su pressione europea, la chiusura della rotta dalla Libia, le forze di centro sinistra che lo sostengono hanno accettato un pesante silenzio sulle conseguenze di questa accelerazione, nella convinzione che sia necessaria per porre un argine all’ avanzata della demagogia xenofoba e alla crescita del consenso a favore dei partiti di destra. Le centinaia di realtà che operano nell’accoglienza e nella tutela dei diritti umani si sono viste schiacciate in un angolo, isolate prima da una forte campagna mediatica di screditamento sociale e poi dal riscoprirsi in qualche modo rannicchiate in esperienze troppo tecniche e marginali. Migliaia di cittadini si sentono spiazzati da questa fase: basta poco per capire quanto violente e inaccettabili sono le conseguenze delle politiche securitarie, sin troppo chiare sono le condizioni disumane dei lager libici a cui stiamo affidando migliaia di uomini, donne e bambini e sin troppo chiaro è come questo sia il prezzo che una parte troppo ampia della nostra società sembra pronta a pagare per evitare crescita di populismi e pericolose derive. Ma come reagire? Nelle ultime settimane il silenzio su tutto ciò è assordante, nessun giornalista italiano ha la possibilità di verificare le reali conseguenze delle operazioni in corso nel Mediterraneo e sembra sempre più solida la convinzione che la cosa migliore sia evitare di parlarne.
Eppure girando l’Italia in questi giorni, ho incontrato un paese completamente diverso, un paese pieno di persone che non vogliono accettare questo status quo come inevitabile, che quotidianamente costruiscono pratiche di interazione e solidarietà,  che sanno bene come il movimento dei popoli continuerà ad essere al centro delle nostre vite e del nostro futuro.

LA TERRA SCIVOLA: il mio primo romanzo

In più di dieci anni di vita a Roma Est, tra Pigneto e TorPignattara, ho camminato, respirato, vissuto e alla fine ho sentito il bisogno di raccontare, un romanzo, una storia di vite che si perdono, partono, ritornano, si sfiorano, soffrono e poi forse capiscono, ma anche no, che nella vita non è sempre necessario capire, a volte è sufficiente lasciarsi scivolare, come in un ballo greco o sul bordo di una voragine romana.

Domani, giovedì 23 Novembre, esce nelle librerie il mio primo romanzo LA TERRA SCIVOLA edito da Marsilio. Domenica 26 alle 17.30 lo presento a Roma al Centro Miguelim di Asinitas Onlus (Via Policastro 45) con Christian Raimo, Igiaba Scego e Anita Carpioli.


Un grande buco, una voragine, si apre una notte, silenziosamente, in una strada di Torpignattara, a Roma, proprio di fronte al condominio dove abitano Francesca e Yasmine. Francesca viene da Padova e occupa l’appartamento di sua zia Ada, che sta male ed è in ospedale: è scesa a Roma per poterla finalmente conoscere, prima che sia troppo tardi.